Cos'è
La sigla NAO sta per North Atlantic Oscillation, vale a dire "Oscillazione (della pressione atmosferica) del Nord Atlantico". Che cosa significa? Solitamente, in condizioni normali attorno ai 60° di latitudine nord, staziona una profonda zona di bassa pressione, il ciclone dell’Islanda, un vortice permanente a causa dei movimenti nell’alta atmosfera. Viceversa, attorno ai 30° di latitudine si trova, in pieno atlantico, un anticiclone: l’anticiclone delle Azzorre, dal nome dell’arcipelago da esso interessato. Anche questo anticiclone è permamente e anch’esso trae origine da movimenti d’aria nell’alta atmosfera. Quando,una di queste due figure bariche s’indebolisce, allora anche l’altra si indebolisce.Quando, invece,per esempio, La depressione d'islanda si rafforza,anche l'anticiclone delle azzorre tende a rinforzarsi.
L'indice nao
Ora, visto che l’indice NAO non è nient’altro che la differenza fra l’anomalia di pressione registrata in Portogallo e quella registrata in Islanda durante la stagione invernale, è chiaro che noi possiamo avere due casi: se l’indice è positivo, allora l’anticiclone e il ciclone sono più robusti del solito; se l’indice è negativo, allora entrambi sono più deboli del solito.In questo caso si avra' quindi maltempo nelle zone europee settentrionali ( maggiormente interessate dal ciclone islandese ) e bel tempo nel sud Europa ed il mediterraneo ( Maggiormente interessate,invece,dall'anticiclone azzoriano che in questi casi si risforza,come sopra detto ) .
Nao Positiva
Le conseguenze di questa variazione sono evidenti. Quando l’indice è positivo (fig. 1), l’anticiclone delle Azzorre diviene talmente forte da invadere il Mediterraneo e quindi anche l’Italia, assicurando condizioni di tempo stabile anche fuori stagione. Ricordiamo, infatti, che nel clima Mediterraneo, la bella stagione è l’estate. Che cosa succede allora? Non giungono le perturbazioni atlantiche, non piove e, in montagna, specie sulle Alpi, non nevica, come invece dovrebbe succedere. Non solo: nelle pianure del centro-nord la nebbia imperversa e nelle grandi città l’inquinamento dell’aria diviene allarmante e costringe ad inutili blocchi del traffico.
Nao Negativa
Se, al contrario, l’indice è negativo, l’anticiclone si ritira verso sud-ovest e lascia libere le perturbazioni atlantiche di invadere il Mediterraneo: in questo caso l’inverno è, come nella norma, piovoso al Sud, nelle regioni centrali tirreniche e nelle isole, nevoso sulle Alpi, sugli Appennini e in Pianura padana ( in inverno ) .Solitamente, in condizioni normali, si alternano anni in cui il ciclone e l’anticiclone sono poco attivi ed anni in cui entrambi sono assai robusti: quindi, nella prima metà del XX secolo, ad inverni con indice NAO positivo corrispondevano altrettanti inverni con indice NAO negativo.
L'Anomalia di questi ultimi anni
Ma che cos’è successo a partire dagli anni ’80? Forse in relazione con il generale riscaldamento del pianeta, gli inverni con NAO positiva hanno decisamente preso il sopravvento su quelli con NAO negativa ed, anzi, l’indice NAO è divenuto sempre più positivo. Insomma: d’inverno, l’Anticiclone delle Azzorre ci fa sempre più spesso visita e solo nell’ultimo ventennio, le piogge invernali in Italia risono praticamente dimezzate. Piove, quindi, sempre meno e sempre peggio, nel senso che le piogge tendono ora a cadere in periodi sempre più limitati, assumendo spesso caratteristiche torrenziali e provocando enormi danni, mentre in gran parte dell’anno, abbiamo condizioni di tempo stabile e bello, anche d’inverno. Se poi, come è successo negli ultimi anni, d’inverno avviene la saldatura fra l’Anticiclone delle Azzorre (che è di natura calda) e quello Siberiano (che è di natura fredda), abbiamo periodi lunghissimi di tempo che, nelle zone adriatiche - e quindi anche nelle nostre zone - assicurano freddo intenso ma pochissima neve.
Articolo a cura di Pierluigi Gioia